Logo

Francigena orientale

Il percorso della Via Francigena orientale “adriatica” che, a partire dall’XI secolo, assunse anche il nome di Via Romea - nome etimologicamente legato alla meta (Roma) - prevedeva come direttrice principale in Italia quella che dal Brennero, attraverso il Veneto e la Romagna raggiungeva Forlì, toccando, tra le altre, Venezia, Ravenna e Classe, oltre a rilevanti centri religiosi e luoghi di preghiera come la chiesa di San Marco, l’Abbazia di Pomposa e la chiesa di Sant’Apollinare in Classe.
È evidente che i percorsi della fede in epoca alto-medievale dovevano utilizzare il più possibile piste esistenti, spesso relitti del sistema stradale romano in parziale stato di abbandono.
Il luogo che maggiormente caratterizza il percorso della via Francigena orientale è il passaggio attraverso il valico del Brennero, utilizzato fin dall’inizio dell’età del bronzo.
Fra il terzo ed il II millennio a.C., le stirpi indoeuropee degli Illiri calarono attraverso il Brennero nelle valli alpine meridionali. Gli etruschi e i romani trasformarono gli antichi sentieri dei Reti, nelle Alpi Centrali, in strade militari.
Intorno all’anno 200, l’imperatore romano Settimio Severo fece trasformare l’antico sentiero del Brennero in una strada militare, come testimoniato dalle pietre miliari di Campo di Trens e di Matrei. Tale strada militare si dipartiva presso Bolzano dalla più importante Via Claudia Augusta che collegava
Altino con Augusta Vindelicorum, l’odierna città di Augusta in Germania.
Si può ritenere che la via Francigena orientale in terra veneta, si appoggiasse ad alcune delle principali strade consolari romane, come la via Claudia Augusta Altinate, nei suoi diversi tracciati, la via Annia e la via Poppilia costiera, almeno per i tratti allora utilizzabili.
L’ipotesi di percorso considerato, dal Brennero per Dobbiaco, prevede l’ingresso in territorio veneto dalla sella di Cimabanche e successivamente il passaggio attraverso i territori della valle del Boite, fino a Valle di Cadore, da dove il percorso scende per l’antica “Greola” a Perarolo, per entrare
nella valle del Piave, almeno fino alla località attuale di Ponte nelle Alpi. Da questo punto il percorso prosegue per la sella del Fadalto, fino a Serravalle, Ceneda e Conegliano, da dove sul tracciato della strada proveniente da Pontebba, giunge a Treviso e quindi attraverso il “Terraglio” fino ai territori perilagunari.
Non si trattava evidentemente di un unico tracciato ma di un insieme di percorsi che venivano scelti per necessità dovute a diverse condizioni climatiche o ambientali, o in ragione dei luoghi di culto che intendeva venerare.
Da questo percorso principale alto-medievale (VII -VIII sec) si sono consolidati successivamente alcuni itinerari particolari, con lo scopo di collegare ulteriori e diversi luoghi di fede, sorti in quel tempo. Infatti sono numerose le località e gli edifici di origine medievale dedicati al culto, che si trovano
lungo il percorso della via Francigena Orientale o in altri siti facilmente accessibili al percorso più antico.

RegioneRegione R01 Legenda Ok 01

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni