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Cammino di Santiago di Compostela

Cammino Di SantiagoParlare del Cammino di Santiago di Compostela comporta inevitabilmente il racconto di storia, tradizione e leggenda che accompagna il ritrovamento della tomba di San Giacomo. La notizia del ritrovamento risale al IX secolo; si racconta che San Giacomo il Maggiore dopo l’ascesa di Gesù al cielo, iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, all’estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippanell’anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo,
ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli, le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fecero perdere memoria e tracce della tomba dell’apostolo.
Nell’anno 813 l’eremita Pelagio, preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Libredòn. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:”Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”. Per questo motivo si pensa che la parola Compostela derivi da Campus Stellae (campo di
stelle) o da Compos Tellum (terreno di sepoltura).
Alfonso II il Casto (789-842), re delle Asturie e della Galizia, ordinò la costruzione sul posto di un tempio dove i monaci benedettini nell’893 fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell’apostolo, dapprima dalle Asturie e dalla Galizia poi da tutta l’Europa. Santiago di Compostela venne distrutta nel 997 dall’esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo II. Fu però il vescovo Diego Xelmirez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale iniziata nel 1075 ed arricchendola
con numerose reliquie.
A partire dal secolo XI e per tutto il Medioevo la città di Santiago de Compostela in Spagna fu meta di un importantissimo pellegrinaggio.
Ogni anno più di cinquecentomila pellegrini si mettevano in viaggio a piedi. Verso la fine del secolo XVI, quando le discordie religiose cominciarono a rendere difficile il pellegrinaggio, il vescovo di Santiago fece nascondere i resti dell’apostolo per proteggerli.
Furono ritrovati per caso soltanto alla fine del XIX secolo. Il papato esitò per qualche tempo prima di riconoscerli come autentici.
Nei secoli si sono sviluppati più percorsi che confluiscono alla Cattedrale dove sono conservati i resti dell’apostolo San Giacomo. 

“Quattro sono le strade per Santiago che a Puente la Reina, ormai in Spagna, si riuniscono in una sola…” Così inizia la “Guida del pellegrino di Santiago”, libro V del “Codex Calixtinus” importante opera di divulgazione del culto di Giacomo e del pellegrinaggio alla sua tomba, redatto nel XII secolo forse da Aymericus de Picaud, chierico francese. La via Turonense, così chiamata perché passava per Tours; la via Lemovicense, che passava da Limoges; la via Tolosana, o via di Saint Gilles, che per Toulouse conduceva al passo di Somport; la via Podense che partiva da Notre Dame de Puy.

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