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La Via dei Papi

Distanza da percorrere: variabile Durata prevista: variabile
Partenza: Belluno (da Canale d’Agordo o Lorenzago) Arrivo: Feltre (poi Vittorio Veneto-Venezia)
Comuni interessati: Ponte nelle Alpi, Belluno, Sedico, Sospirolo, San Gregorio, Santa Giustina, Cesiomaggiore, Feltre, Lentiai, Mel Tipologia percorso: collinare-montuoso

Storia: come nasce la Via dei Papi

Casa Natale Di Albino Luciani Papa Giovanni Paolo ILe tappe biografiche dei due Papi Gregorio XVI e Giovanni Paolo I hanno rappresentato il punto di partenza imprescindibile per il tracciamento del percorso di questo pellegrinaggio. L’ambito interessato dal percorso comprende la Conca di Feltre e la Valbelluna, costituita da un ampio fondovalle percorso centralmente dal Piave. Il versante in sinistra idrografica del Piave è caratterizzato principalmente dai ripiani ondulati dei rilievi prealpini, poco pendenti, modellati dal ghiacciaio del  Piave, mentre sul versante di destra incombono le vette dolomitiche del feltrino e del bellunese, dai cui versanti provengono gli affluenti più importanti del Piave nel tratto Valbellunese, tra cui spicca il torrente Cordevole.  Vengono individuati due punti di partenza: Canale d’Agordo, luogo di nascita di Albino Luciani, e Lorenzago, sede del soggiorno estivo per molti anni di Papa Giovanni Paolo II e porta di collegamento per i pellegrini provenienti dal Nord Europa. I due tracciati, che scendono lungo le aste dei fiumi Piave e Cordevole , vanno a confluire a Belluno, per poi raggiungere la città di Feltre, luogo in cui trascorse gli anni di studi seminaristici Papa Luciani. Dal santuario dei Santi Vittore e Corona, percorrendo la sinistra Piave, si sale fino al Passo Praderadego, in Comune di Mel, per raggiungere poi Vittorio Veneto, città che rappresenta non solo una tappa storica nel cammino spirituale del futuro Papa Giovanni Paolo I ma ne costituisce probabilmente il punto di partenza dell’ascesa al soglio pontificio.

Lungo la valle del Piave incontriamo numerose testimonianze della diffusione paleoveneta verso i territori delle Alpi nord-orientali. Tali testimonianze lasciano supporre l’esistenza di un’antica pista che, collegando tra loro le diverse località indicate dai reperti archeologici, doveva percorrere la valle di questo fiume, probabilmente lungo la sponda sinistra. I Romani dovettero tener presente questa via di transito ben collaudata dal tempo e dal cammino degli uomini nello stendere le loro strade attraverso questo territorio, prima di tutte quella che doveva unire, attraverso la Val Belluna, Feltre a Belluno e quindi risalire la valle del Piave. Nessun documento antico accenna a questa via, ma la presenza dei municipia di Feltre e Belluno, la relativa distanza e la facile percorribilità della Val Belluna permettono di assicurarci sull’esistenza di questo percorso stradale.

Da Feltre, passava a nord del paese di Busche, dove oggi sorge Villa delle Cenetenere, continuava per le località di Pez, Formegan, Santa Giustina e Bribano, da qui per Triva, San Fermo, Salce e Col di Salce si arrivava a Belluno. La strada poi continuava verso est fino all’odierna località di Polpet, dove numerosi reperti e una necropoli attestano la presenza di un nucleo romano di notevole importanza, punto d’incontro delle direttrici stradali verso il Cadore, la Val Belluna e Vittorio Veneto.

La maggior parte dei centri rilevati si pone in rapporto diretto con il paesaggio agrario circostante e presenta un impianto planimetrico ed un tessuto edilizio relativamente integro; i centri minori soprattutto, sono costituiti da edifici e complessi produttivi agricoli, strutture edilizie, organismi ed elementi architettonici di interesse storico e paesaggistico legati alle originarie funzioni abitative, produttive, agricole e zootecniche, con la presenza costante di edifici religiosi e abitazioni padronali.

I manufatti religiosi (chiese, pievi, cappelle e campanili) costituiscono una significativa emergenza insediativa, oltre che architettonica, in quanto prevalentemente ubicate in posizioni focali del nucleo o del territorio o in importantissimi punti di riferimento lungo le vie di comunicazione, agli incroci (cappelle limitari della centuriazione), su alture in posizione preminente rispetto al paese in area e in Valbelluna. Situazioni monumentali isolate sono rappresentate dai due grandi complessi monastici, costruiti allo sbocco delle rispettive vallate, della Certosa di Vedana e del Santuario dei SS. Vittore e Corona.

Pur essendo un’area montana, l’ambito si discosta nettamente dalla immagine di territorio alpino. L’assetto territoriale infatti è connotato più da un esteso e vario uso agricolo piuttosto che dalla destinazione a prato e a pascolo, soprattutto nella parte più bassa del fondovalle. Sono numerosi terreni coltivati e si conservano tracce delle colture promiscue che accompagnavano in passato i regimi di mezzadria. Le aree a naturalità più spiccata sono versanti boscati e le aree di pertinenza dei corsi fluviali (fiume Piave e affluenti).

Complessivamente tutto l’ambito è importante per il suo carattere di connessione naturalistica, quale cerniera tra il sistema dolomitico e quello prealpino e dell’alta pianura. Diverse sono le testimonianze diffuse dell’età medievale sul territorio, e Numerose sono anche le ville venete presenti in tutta la valle.
La presenza umana nel territorio dell’ambito, testimoniata già nel Paleolitico, si è consolidata nei periodi romano e medievale, soprattutto nei centri maggiori di Belluno e Feltre, grazie alla loro naturale posizione di crocevia, ma anche diffusamente in tutta la valle che da sempre è stata abitata per la sua relativa mitezza climatica e morbidezza del rilievo. L’elevato grado di antropizzazione dell’ambito fa sì che le testimonianze storico culturali siano consistenti in tutto il territorio, data anche l‘importanza strategica di via di comunicazione da sempre rivestita da tutta la valle. I due centri maggiori, Belluno e Feltre, hanno una elevata presenza di beni storico culturali. Nate entrambe come città paleovenete, sono state importanti municipia romani e poi città fortificate medievali, prima di passare sotto il dominio della Repubblica Serenissima nel 1404. Anche i centri minori hanno una rilevante presenza di beni culturali, che vanno a creare nell'insieme una fitta rete di presenze storico culturali diffusa sul territorio.

Importante anche l’architettura religiosa, con numerose chiese inserite nel tessuto urbano oppure presenti nel territorio rurale.

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