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Il Cammino di Sant'Antonio

Distanza da percorrere: 25 km Durata prevista: 6/7 ore
Partenza: Camposampiero-Santuari Antoniani Arrivo: Padova-Basilica del Santo
Comuni interessati: Camposampiero, Borgoricco, San Giorgio delle Pertiche, Campodarsego, Vigodarzere, Cadoneghe, Padova Tipologia percorso: pianeggiante

La storia del Cammino di Sant'Antonio

Basilica Di Sant'antonio Da PadovaNato a Lisbona nel 1195, Sant'Antonio è un frate francescano molto amato e venerato nell'area padovana e non solo. 
Il periodo vissuto in terra padovana dal Santo, è relativamente breve, ovvero poco più di dodici mesi, fra il 1229 ed il 1231. Quando si diffuse la voce che intendeva  predicare giornalmente, prendendo spunto dai testi offerti dalla liturgia, non solo l’angusta chiesetta del convento in cui risiedeva, Sancta Maria Mater Domini, ma anche le più ampie chiese della città risultarono incapaci di contenere la moltitudine crescente. I fedeli quindi si riunivano così dapprima nelle piazze, e successivamente Sant'Antonio si vide costretto a parlare fuori città, in mezzo ai prati, dove in molti si disponevano in ordine sparso, aspettando con pazienza l’arrivo dell’uomo di Dio. Antonio era così occupato dalla sua attività di predicazione, che quotidianamente digiunava fino al tramonto, ora in cui poteva concedersi finalmente il riposo.
Esausto, Antonio si ritirò al romitorio di Camposampiero. La tradizione narra che qui si ebbe la famosa predica del Noce (albero su cui pare si fece costruire una capanna, e dalla cui cima predicava alla gente) e sempre qui si ebbe la visione di Antonio con in braccio il Bambino Gesù, nella celletta dove si ritirava per la preghiera ed il riposo.
Nella tarda primavera del 1231, Antonio, mentre risiedeva presso Camposampiero, fu colto da malore e chiese di essere trasportato sino a Padova. Deposto su un carro trainato da buoi iniziò quello che oggi viene definito “l’ultimo viaggio”, per arrivare nel convento della città dove aveva chiesto di poter morire.
Giunti all'Arcella, un borgo della periferia della città, viste le sue gravi condizioni, la comitiva si fermò nell'ospizio accanto al monastero delle Clarisse. I confratelli, infatti, temevano che la folla si precipitasse sul carro per toccare il corpo del Santo quando si fosse sparsa la notizia della morte. Sant'Antonio quindi morì nel convento dell’Arcella, a soli trentasei anni. Dopo alcuni giorni, il corpo di Sant'Antonio fu consegnato al convento francescano della città. L’Arcella, ancorché privata del corpo del Santo, rimase comunque tra i luoghi più venerati della città.
Il Santo venne quindi sepolto nella chiesetta del convento di Santa Maria Mater Domini, in posizione sopraelevata in maniera che i devoti, sempre più frequenti e numerosi, potessero vederne e toccarne l’arca-tomba.

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