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Gli itinerari di fede in Valpolicella

Distanza da percorrere: variabile Durata prevista: 100 ore complessive in 12 tappe
Partenza: discrezionale Arrivo: discrezionale
Comuni interessati: Marano di Valpolicella, Fumane, Negrar, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio in Valpolicella Tipologia percorso: collinare

Storia: gli itinerari di fede in Valpolicella

19 Paesaggio2L’ambito territoriale interessato da questo Cammino è quello della Valpolicella (il nome “Valle-polle-celle” allude a luogo segnato da molteplici anfratti e sorgenti). La Valpolicella si estende a ovest della città di Verona, scaturisce dalle ultime digitazioni dei monti Lessini a nord ed è lambita a sud dal corso dell’Adige (e storicamente dalle esondazioni del fiume). Ad ovest si richiude sugli strapiombi di Ceraino verso la catena del Monte Baldo e il Lago di Garda.  Il Cammino prefigurato ripropone le antiche strade (Alte Vie est-ovest e dorsali nord- sud), calcate in perfetta efficienza fino al secolo scorso da viaggiatori, mercanti e armate, le direttrici dei primordi, le piste della transumanza, gli itinerari indicati nelle cartografie attuali del Cai, della Comunità Montana, delle pro-loco locali, dei Comuni, degli appassionati escursionisti. Si dipana ai margini del sentiero europeo E5, che collega Venezia al Lago di Costanza.  Lungo e al termine dei dodici tratti di Cammino i viaggiatori, come in passato, possono visitare le antiche Pievi, luoghi di devozione e, date le prerogative e la suggestione dei luoghi, entrare in contatto con l’elemento spirituale.

Il recupero e la riqualificazione del paesaggio rappresentano un elemento di benessere collettivo sempre più apprezzato dal settore turistico e sono fonte di nuove opportunità per l’economia locale.

Partendo dalla pianura e raggiungendo quota 850 slm, gli itinerari della fede in Valpolicella presentano un ampio dislivello per cui si possono notare evidenti ed importanti variazioni paesaggistiche e di bio-diversità, consentendo di individuare una ampia gamma di punti di interesse, distinti tra di loro ma che, per questo, forniscono una ricchezza di notevole consistenza e virtù.

La sovrapposizione dei temi con cui è possibile classificare i punti di interesse di questi itinerari, crea un intreccio stimolante con cui richiamare i turisti mossi anche da ulteriori desideri rispetto a quello di riscoprire la dimensione del pellegrinaggio: l’arte sacra e contemporanea, le pievi e le chiese antiche, si intrecciano con la bio-diversità e il paesaggio, i siti archeologici, i punti panoramici e gli angoli meditativi, ma anche con aspetti geologici e culturali.

I primi insediamenti umani, risalenti al Paleolitico, aumentano nel Neolitico e nell’età del bronzo grazie alla facile reperibilità della selce (materiale litico adatto alla lavorazione). La Valpolicella entrò nella sfera d’influenza romana già al finire del III secolo a.C., ma la piena romanizzazione del territorio dovette avvenire solo nel I secolo a.C. Il principale tracciato di epoca romana è la Via Claudia Augusta, che, partendo dalla pianura padana raggiungeva l’odierna Augsburg in Baviera toccando le sponde del Danubio nei pressi della moderna cittadina di Donauwörth.

Della strada imperiale romana è rimasta la testimonianza di due pietre miliari: una ritrovata nel 1552 a Rablà nei pressi di Merano e oggi conservata nel Museo Civico di Bolzano, la seconda rinvenuta nel 1786 a Cesiomaggiore, in provincia di Belluno, nella chiesa di S. Maria Maggiore, e oggi custodita nella Villa delle Centenère a Feltre. Le iscrizioni sulle pietre miliari mostrano un’importante distinzione: quella di Rablà riporta il Po come punto di partenza, quella di Cesiomaggiore, invece, la località di Altino. Entrambe però indicano il Danubio come luogo di arrivo.

Si può concludere che la Via Claudia Augusta avesse due possibilità di percorrenza. Il ramo probabilmente più vecchio è la cosiddetta Via Claudia Augusta “Padana”: andava da vicus Hostilia (Ostiglia) verso Tridentum (Trento ), transitando ai margini della Valpolicella. A Trento la strada imperiale si congiungeva con la Via Claudia Augusta “Altinate” e da qui risalendo lungo l’Adige, percorreva la Val Venosta fino all'attuale confine tra Italia e Austria, per poi arrivare ad Augusta.

La Via Claudia Augusta, prima passaggio di eserciti e poi fondamentale via commerciale, portò nella zona tra il Po, l’Adriatico e il Danubio una fitta rete di strade principali e secondarie che favorirono il progresso civile, sociale, economico e culturale delle popolazioni locali.

Le linee tracciate dall'antica via romana attraversano in Veneto un territorio ricco di storia, cultura, zone di produzione vitivinicola e tradizioni gastronomiche, il tutto influenzato dai diversi popoli che nel corso dei secoli hanno abitato, invaso o anche solo lasciato un segno nella zona grazie ad esempio agli scambi commerciali.

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